Il mare, dal punto più alto di Camporosso. Gennaio 2011

Il mare, dal punto più alto di Camporosso. Gennaio 2011

Ansel Adams, Snake River.  Adams è uno dei miei fotografi preferiti. La natura , nelle sue foto in bianco e nero, appare meravigliosa come in nessuna foto a colori del III millennio.

Ansel Adams, Snake River.  Adams è uno dei miei fotografi preferiti. La natura , nelle sue foto in bianco e nero, appare meravigliosa come in nessuna foto a colori del III millennio.

Un gioco

Ci sono molte cose che non sappiamo… Hai mai saputo, per esempio, che una volta stavo passeggiando a Hazlehurst nel Mississippi e il postino mi ha sputato? (Emmett) Queer as Folk.

Ci sono cose dei nostri migliori amici, anche irrilevanti ma non per questo inutili,  che neanche sappiamo. A me piacerebbe impararle , prendendolo come un gioco delle verità e raccontarsi l’un l’altro. Non è detto che si arriverà mai in un discorso che porti a raccontare che un giorno ho lasciato dieci centesimi sul marciapiede  proprio davanti alla panchina dov’ero seduta per vedere se chi li avesse trovati avrebbe avuto l’accortezza di pensare che li avevo persi io che ero lì, davanti. Passa un gruppo di vecchietti, il più anziano della cricca ,adocchia i centesimi, li raccoglie, mi guarda e mi dice: “eh, dieci centesimi!”, agitandomeli davanti al naso. Se li è messi in tasca ed ha raggiunto gli amici. Pochi tra i miei amici sanno che in prima media sono riuscita a farmi andare un orecchino all’interno dell’orecchio durante la lezione di lettere e che i professori, invece di prendere delle pinzette e togliermelo, hanno chiamato l’ambulanza. E non sanno che i tizi dell’ambulanza, anche se la mia non era un ‘emergenza, hanno messo la sirena soltanto per farmi provare l’ebbrezza delle macchine che si scansavano per far passare me, con l’orecchino nell’orecchio. Tutti i paramedici ridevano, l’unico che non rideva era il medico del Pronto Soccorso, una versione slavata di Alec Baldwin. Mia mamma ha dovuto pagare 15 euro per farmi togliere un orecchino dall’orecchio.Neanche mia mamma rideva.

Me, in questo preciso istante.

Me, in questo preciso istante.

(via hecticity)

Ooooooooowls

Ooooooooowls

(via minebro)

Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf, e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo, e non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile.

Harry ti presento Sally

Mi apro una bottiglia di vino anche se sono sola. Non devo discutere, sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze, sempre. Eppure a volte anch’io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. È una sensazione, ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell’abbraccio, che poi spesso con gli anni, non c’è nemmeno più.

Fabio Volo , da “Il giorno in più”

Altre inutili constatazioni

La musica mi sta tradendo. O io sto tradendo lei. Può un viaggio in bus verso casa essere più emozionante del concerto visto poco prima? La risposta è affermativa. Nulla togliere ai viaggi in autobus , soprattutto se si è in buona compagnia ma in certi casi è assurdo non ritrovarsi a parlare di quello che può essere stato il momento più bello di un concerto. Sapevo dell’esistenza dei luoghi comuni e che l’arte molto spesso  è tanto costruita quanto poco spontanea ma ieri mi sono sentita davvero in un mondo che non mi apparteneva. C’est la vie.

Inutili constatazioni

Ci sono poche persone e poche cose in grado di farmi perdere la pazienza, questa settimana credo si siano messe tutte d’accordo per non smentirsi. Ah, anche se non c’entra nulla…penso che i giorni abbiano  ognuno una loro prerogativa. Per esempio per me, il mercoledì è quasi sempre da buttare, salvo rare eccezioni, e il giovedì mi fa sempre un piccolo regalo per farsi perdonare il giorno prima.